Al posto di Zoom, Teams e Meet
Una videochiamata sembra la cosa più semplice del mondo: un link, un clic, ci si vede. Per questo nessuno si chiede su quale servizio passi. Di solito è quello che c’era già: Teams perché c’è Microsoft 365, Meet perché c’è Gmail, Zoom perché lo usava il cliente.
È anche, tra tutti i servizi di questo sito, uno dei più facili da cambiare.
Perché pensarci
- Cosa passa in una videochiamata. Una consulenza con un cliente, un colloquio con un paziente, una riunione sul bilancio: la voce e il volto delle persone, e spesso documenti condivisi sullo schermo. Valgono le stesse considerazioni della pagina Dove stanno i tuoi dati.
- Il pacchetto decide per te. Teams è arrivato in molti uffici dentro Microsoft 365, Meet dentro Google Workspace. Si usa quello perché c’è, non perché sia il migliore per il lavoro.
- Le versioni gratuite hanno i loro limiti. Le riunioni di gruppo gratuite su Zoom, Meet e Teams si interrompono dopo 40 o 60 minuti, a seconda del servizio. Il resto è nei piani a pagamento, spesso per persona.
Cosa serve davvero
Prima di scegliere, vale la pena chiedersi per cosa si usano le videochiamate. Nella maggior parte delle piccole attività, i bisogni sono tre:
- riunioni brevi tra colleghi o con un cliente, da due a dieci persone;
- un link che il cliente apre nel browser, senza installare niente e senza creare account;
- qualche volta, una presentazione o un corso con più partecipanti.
Il secondo punto è quello che conta di più: un cliente che deve installare un programma per parlarti è un cliente che ti chiede di usare Zoom. Tutte le alternative qui sotto funzionano dal browser.
Le alternative
Gradino 1: un servizio pronto, europeo o aperto
- Jitsi Meet: il più conosciuto tra i programmi open source per
videochiamate. Si apre dal browser, chi partecipa non ha bisogno di account, e supporta la
cifratura end-to-end (va attivata nella riunione). Un dettaglio importante: l’istanza pubblica
più famosa,
meet.jit.si, è gestita dall’azienda americana 8x8 e dal 2023 richiede un account Google, GitHub o Facebook per creare una stanza. Meglio usare Jitsi da un fornitore europeo. - kMeet di Infomaniak: proprio questo, Jitsi offerto da un fornitore svizzero, gratuito, senza account per partecipare.
- Whereby: servizio commerciale norvegese, molto semplice per chi entra: si apre il link e si è dentro. Ha un piano gratuito e piani a pagamento con stanze personalizzate.
Per chi: chiunque faccia riunioni brevi e consulenze a distanza.
Il limite: resta un servizio di qualcun altro, anche se europeo o open source.
Gradino 2: dentro il tuo Nextcloud
Se hai già scelto Nextcloud per i file (vedi Al posto di Google Drive), dentro c’è anche Nextcloud Talk: chat, videochiamate e condivisione dello schermo, con link per gli ospiti che si aprono nel browser. Tutto nello stesso posto, con lo stesso account.
Per chi: chi usa già Nextcloud, gestito da un fornitore o da un tecnico.
Il limite: nella configurazione base va bene per riunioni piccole, di poche persone. Per gruppi più grandi serve un componente in più sul server, da chiedere al fornitore o al tecnico.
Gradino 3: un server tuo
Jitsi si installa anche su un server proprio, e per le riunioni grandi, le lezioni e i corsi online esiste BigBlueButton, pensato per la formazione: lavagna, sondaggi, stanze separate per i gruppi, registrazioni.
Per chi: chi fa formazione con regolarità, o ha già un tecnico che segue un server.
Il prezzo: le videochiamate consumano molta banda e risorse. Il server va dimensionato bene e seguito, soprattutto per i gruppi numerosi.
In sintesi
| Opzione | Chi partecipa ha bisogno di un account? | Per cosa |
|---|---|---|
| Zoom, Teams, Meet gratuiti | a volte | riunioni brevi, con limiti di durata |
| Jitsi da un fornitore europeo, kMeet | no | riunioni e consulenze |
| Whereby | no | consulenze con i clienti, molto semplice |
| Nextcloud Talk | no, link per ospiti | riunioni, se usi già Nextcloud |
| BigBlueButton | no | corsi, lezioni, webinar |
Quando non conviene cambiare
Se un cliente o un ente ti invita su Teams o Zoom, si entra con il loro link: non serve un account, e non ha senso chiedere a loro di cambiare. Quello che puoi scegliere sono le riunioni che organizzi tu. È lì che conviene partire.
Come si cambia
Qui non c’è niente da esportare, ed è il motivo per cui è uno dei passi più facili.
- Prova una piattaforma con un collega, dal computer e dal telefono, condividendo lo schermo.
- Crea una stanza fissa per le consulenze, con un indirizzo che non cambia, e mettila nella firma della posta o nella conferma degli appuntamenti.
- Usala per le riunioni che organizzi tu, e continua a entrare su Teams o Zoom quando ti invitano gli altri.
- Disdici i piani a pagamento che non servono più, alla prossima scadenza.
Da dove partirei
Oggi stesso: una stanza su kMeet o su un Jitsi europeo, da provare alla prossima consulenza. Se usi già Nextcloud, Nextcloud Talk ti evita un servizio in più. E se fai corsi con regolarità, BigBlueButton merita una prova.